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Silence&Breath

THICH NHAT HAHN mi sta insegnando quanto il Silenzio sia sacro. Il Silenzio permette di sentire il nostro respiro. Sentire il nostro respiro ci permette di riconnetterci al nostro io, che, ogni tanto perdiamo. Forse c'è pure chi l'ha perso e non se ne è accorto e per questo non si sta cercando. Io credo di essermi persa per un attimo.


I monaci tibetani (e sicuramente non solo) hanno la capacità di dedicarsi a ciò che stanno facendo nel presente. Solo dopo aver letto che è importante mi sono resa conto di quanto io non lo facessi.


Essere qui ed esserci ora, nel presente e da questo momento. Me lo insegna anche Maria Grazia, indicandomi che lo Yoga inizia da ora, da oggi, da questo preciso istante.


Un amico, tempo fa, non parlava con me il venerdì. Il suo silenzio forse doveva essere interiore, per ritrovarsi, per calibrare la bussola, questo era il SUO silenzio.


I monaci tibetani sono in silenzio quando mangiano, quando lavorano, hanno un loro momento di condivisione in cui parlano. Fantastico.


La mia testa parla sempre, parla mentre mangio, mentre provo ad addormentarmi, in qualsiasi momento vuoto della mia giornata. Per questo mi sono persa. Shhhhhhhhhht!


Perdersi vuol dire non più ascoltarsi. Essere insicuri, non saper decidere, non capire da che parte andare, vuol dire essersi persi. Ascoltarsi, invece, può essere la soluzione. Ascoltarsi vuol dire ritrovare la connessione con noi stessi. E chi meglio di noi sa?


Ogni volta che mi sento stanca, confusa, e so che lo sono più di testa che di fisico in quanto, oh, sono allenata! mi fermo, respiro, penso a quando sto inspirando, penso a quando sto espirando. Conto per quanto inspiro e per quanto espiro. Faccio la pausa a polmoni pieni e a polmoni vuoti come mi ha insegnato Sonia. Ne approfitto quando Laura tiene lezione al Centro BODHI zone, il martedì alle 20h00, per andare alla ricerca proprio di questo respiro e, come dico io, svuotamento cerebrale. Questo mi calma, questo mi ferma, questo mi rigenera come un lungo e profondo sonno, a volte anche di più.


il Silenzio, il Respiro, così importanti e così facilmente trascurabili.


Ho deciso che creerò uno spazio a casa, come consiglia THICH, in cui ritirarmi nel mio silenzio con il mio respiro. Una campanella potrebbe essere il suono di inizio prima del silenzio, il via del mio respiro. Un rito, un rifugio, il presente.


Devo cercare una campanella.

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